Dieci ristoranti stellati in cui lo specialty coffee cambia davvero l’esperienza
Poggio Rosso – Borgo San Felice ResortDall'espresso al Chemex, passando per moka e cold brew, il caffè specialty conquista l’alta ristorazione italiana. Ecco dieci indirizzi stellati dove il caffè non è più un semplice fine pasto, ma parte integrante dell'esperienza gastronomica da provare assolutamente
Lo specialty coffee sta conquistando sempre più spazio anche nell’alta ristorazione, dove il caffè non è più soltanto il momento che conclude il pasto, ma una parte integrante dell’esperienza gastronomica. Sempre più ristoranti investono nella ricerca di origini pregiate, tostature artigianali e diverse tecniche di estrazione, dall’espresso al filtro, valorizzando ogni caffè in base alle sue caratteristiche. In alcuni casi, questa attenzione si traduce persino in una vera e propria carta dei caffè, pensata per guidare gli ospiti nella scelta dell’origine e del metodo di preparazione, proprio come accade con il vino. Da Nord a Sud, sono sempre di più gli indirizzi che promuovono una nuova cultura del caffè: ecco dieci ristoranti stellati dove trovare lo specialty coffee, non come un semplice fine pasto, ma come il protagonista di un’esperienza gastronomica che continua fino all’ultima portata.
La Credenza e la carta dei caffè specialty al ristorante
La Credenza di San Maurizio Canavese, in provincia di Torino, è uno dei ristoranti che hanno contribuito a portare il caffè al centro dell’esperienza gastronomica. Il ristorante, premiato con una stella Michelin, è guidato dagli chef Igor Macchia e Giovanni Grasso, che hanno fatto dello specialty coffee un elemento distintivo del servizio di fine pasto.
Qui il caffè non è una semplice conclusione del menu degustazione, ma un percorso da scegliere e assaporare grazie a una vera e propria carta dei caffè. La carta propone diverse origini, metodi di estrazione e preparazioni per valorizzare le caratteristiche di ogni caffè e offrire agli ospiti un finale coerente con il livello dell’esperienza gastronomica.
Qualche esempio? Per l’espresso, la scelta ricade su Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza, specialty coffee con origini da Brasile, India e Colombia, con note di cioccolato, caramello e scorza d’arancia. Chi preferisce un rituale più lento può optare per il caffè in moka, si tratta di Petal Storm di 1895 Coffee Designers by Lavazza,100% Arabica dalle note floreali, di cioccolato e agrumi. Non manca il cold brew, che offre una lettura più fresca e delicata di Cocoa Reloaded.
Specialty coffee vista mare da Cracco Portofino
Tra gli indirizzi firmati Carlo Cracco, quello di Portofino è uno dei più scenografici. Affacciato sul Golfo del Tigullio, il ristorante Cracco Portofino, una stella Michelin, è guidato in cucina dallo chef Mattia Pecis, sotto la direzione gastronomica di Carlo Cracco, e celebra la Liguria attraverso una cucina che valorizza il pescato locale e i prodotti del territorio. La stessa attenzione si ritrova anche nel servizio del caffè, pensato come il gran finale dell’esperienza.
Lo specialty coffee viene servito in espresso e accompagnato da piccoli assaggi ispirati ai profumi liguri, come chinotto, scorze d’arancia e bacche locali, studiati per esaltarne il profilo aromatico. “Il momento del caffè rappresenta il gran finale, deve essere perfetto”, precisava proprio Chef Cracco a The Blender.
Il rito lento della moka da Sine by Di Pinto a Milano
Da Sine by Di Pinto (una stella Michelin), il caffè è un vero e proprio rito che invita a rallentare. Lo chef Roberto Di Pinto propone uno specialty coffee da degustare in estrazione espresso, moka o caffè filtro, ma è soprattutto la moka a raccontare il valore del tempo lento: preparata al momento, trasforma l’attesa in parte dell’esperienza, richiamando il rituale domestico italiano.
Chi preferisce una degustazione più distesa può invece scegliere il caffè filtro, ideale per apprezzare tutte le sfumature aromatiche dello specialty coffee. Servito con graffe napoletane appena fritte e piccola pasticceria, il caffè conclude ogni percorso di degustazione del ristorante, compreso il menu vegetariano “Oltre Sine”, pensato per valorizzare gli ortaggi provenienti anche dall’orto dello chef nell’Oltrepò Pavese.
Il caffè specialty secondo la filosofia di D’O di Davide Oldani
A pochi chilometri da Milano, D’O di Davide Oldani è un’istituzione della cucina contemporanea italiana. Il ristorante due stelle Michelin interpreta la celebre filosofia della Cucina Pop, fondata sull’equilibrio tra semplicità, tecnica e ricerca. Una visione che coinvolge anche il caffè, che “Sta benissimo in una cucina contemporanea, sia durante il pasto, sia alla fine”, come raccontava lo chef a The Blender. A completare l’esperienza qui al D’O è Petal Storm di 1895 Coffee Designers by Lavazza, uno specialty coffee 100% Arabica dalle eleganti note floreali, arricchite da sentori di cioccolato, fiori di caffè e arancia. Un espresso che conferma come anche la tazzina finale possa essere parte integrante del percorso gastronomico.
Lo specialty coffee in Chemex da Famiglia Rana
Immerso nella quiete della campagna veronese, tra un giardino alberato, un orto biologico e un frutteto che dialogano direttamente con la cucina, Famiglia Rana è il ristorante due stelle Michelin di Vallese di Oppeano, guidato dallo chef Francesco Sodano. I percorsi degustazione spaziano dall’omaggio alle radici campane dello chef a una proposta più creativa e sperimentale, fino al menu Vegetale, dedicato alla stagionalità e ai prodotti dell’orto biologico. Qualunque sia il percorso scelto, il finale è affidato allo specialty coffee, interpretato con le miscele della collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza, anche in estrazione Chemex. Un approccio che dimostra come il caffè possa diventare uno dei linguaggi più innovativi dell’alta ristorazione contemporanea.
Lo slow coffee di Venissa e la cucina vegetale di Chiara Pavan
Se si parla di specialty coffee nell’alta ristorazione, non si può non citare Chiara Pavan. Alla guida di Venissa, stella Michelin e Stella Verde sull’isola di Mazzorbo, nella laguna di Venezia, la cheffe ha fatto dello slow coffee un’estensione naturale della sua filosofia di cucina ambientale, fondata sul rispetto del tempo, della natura e della sostenibilità e di cui ci ha parlato a lungo.
A fine pasto gli ospiti possono scegliere tra espresso, Chemex o cold brew, vivendo il caffè come un momento di degustazione a sé, senza un abbinamento particolare, come ad esempio la piccola pasticceria, così da apprezzarne ogni sfumatura aromatica. Tra le miscele, anche qui si può gustare El Ronero di 1895 Coffee Designers by Lavazza, affinato in botti di rum, con un finale che richiama delicatamente il distillato: una proposta che racconta la continua evoluzione del caffè nel fine dining.
Il rito dello specialty coffee al Poggio Rosso
Tra i vigneti del Chianti Classico, Poggio Rosso (una stella Michelin e una Stella Verde Michelin) è il ristorante del Borgo San Felice Resort, relais diffuso Relais & Châteaux immerso nelle colline senesi. Guidato dallo chef Stelios Sakalis, con la supervisione di Enrico Bartolini, propone una cucina che interpreta il territorio con eleganza e sostenibilità.
Consigliato perché anche il rituale del caffè riflette questa filosofia: il finale del percorso è affidato allo specialty coffee, servito in estrazione espresso e scelto per regalare un’ultima esperienza di degustazione in armonia con il paesaggio e la cucina. In un luogo dove il tempo sembra rallentare, anche il caffè diventa parte del viaggio.
Il gran finale di Linfa in estrazione espresso
Un altro nostro consiglio in Toscana si trova nel centro storico di San Gimignano, uno dei borghi più belli della Toscana, patrimonio UNESCO, all’interno delle mura medievali: Linfa è il ristorante con una stella e guidato dallo chef Giovanni Cerroni. La sua cucina, tecnica e contemporanea, si esprime attraverso due percorsi degustazione, una con piatti simbolo del ristorante, una che lascia spazio alla creatività dello chef seguendo anche le preferenze degli ospiti.
Il gran finale è affidato a Kafa Forest Cru di 1895 Coffee Designers by Lavazza, monorigine etiope 100% Arabica servito in espresso con la piccola pasticceria. Un caffè dalle eleganti sfumature aromatiche che completa un’esperienza gastronomica costruita con la stessa cura dall’inizio alla fine.
L’abbinamento tra specialty coffee e gelato da Zia Restaurant
Tra gli indirizzi più interessanti della nuova cucina romana, Zia Restaurant, guidato dallo chef Antonio Ziantoni, ha trasformato il momento del caffè in un vero dessert di fine pasto. Qui gli specialty coffee di 1895 Coffee Designers by Lavazza vengono serviti insieme a una quenelle di gelato mantecato al momento, creando un originale gioco di contrasti tra caldo e freddo. Una coffee experience che supera la tradizionale piccola pasticceria e dimostra come il caffè possa diventare protagonista dell’ultimo assaggio del menu, lasciando un indimenticabile ricordo. “Ogni specialty tira fuori note aromatiche particolari. Con Noble Volcano, ad esempio, caratterizzato da note di cioccolato al latte e caramello, è perfetto il gelato allo zabaione” raccontava a The Blender Ziantoni.
Caffè monorigine protagonista alla Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni
Da oltre quarant’anni La Madonnina del Pescatore, due stelle Michelin a Senigallia, è il regno dello chef Moreno Cedroni, tra i protagonisti della cucina di mare contemporanea. Una visione innovativa che si ritrova anche nel momento del caffè, pensato come parte integrante dell’esperienza gastronomica. A chiudere il percorso è Kafa Forest Cru Coffee di 1895 Coffee Designers by Lavazza, servito in estrazione espresso con la piccola pasticceria. Un finale elegante e aromatico, curato con la stessa attenzione che contraddistingue ogni dettaglio della cucina di Cedroni, che a noi confessava: “Sono caffè-dipendente e ho una predilezione per il monorigine. Sono affascinato soprattutto da Kafa, che uso sia alla Madonnina che a casa mia”.