Dall'iconico Bicerin da provare a Torino al caffè leccese, passando per la cuccumella a Napoli o la granita di caffè in Sicilia: partiamo per un viaggio tra le specialità che raccontano storia, cultura e tradizioni delle regioni italiane, in cui il caffè è protagonista
Non si può dire di aver visitato una città se non si è bevuto almeno un caffè al bar, vero e proprio cuore pulsante di ogni città. Ecco, quindi, una piccola guida alla scoperta dei tipi di caffè italiani, da Nord a Sud, dalle ricette più celebri a quelle meno conosciute.
Torino: il Bicerin, il caffè simbolo del Piemonte
Cominciamo da Torino, dove di rigore si chiede al banco il Bicerin, che prende il nome dal bicchiere, con o senza manico, in cui si serve questa bevanda corroborante. Un equilibrio di caffè espresso, cioccolata calda e crema di latte (qualcuno usa panna già montata, ma l’originale non lo prevede), con una stratigrafia che si può apprezzare dalle pareti di vetro del bicchiere. Il Bicerin è stato ufficialmente riconosciuto come “bevanda tradizionale piemontese” nel 2001, venendo inserito nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Pat). Regola vuole che l’originale sia quello di Al Bicerin, ma non manca in nessuno dei caffè storici della città. Tra i tanti, proponiamo il Caffè San Carlo, che si trova nella splendida omonima piazza, ristrutturato di recente all’interno delle Gallerie d’Italia e reso celebre anche dalla sua ottima selezione di viennoiserie, da assaggiare al fianco di uno specialty coffee in varie estrazioni. Non manca il Bicerin, naturalmente.
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Livigno: il Bombardino, la specialità al caffè delle Alpi
La leggenda vuole che il Bombardino sia nato a Livigno, nel rifugio del Mottolino, ad opera di un ex alpino che era partito dall’intenzione di inventare una bevanda per riscaldare gli sciatori di ritorno dalle piste. La ricetta prevede di aggiungere a un caffè espresso caldo dello zabaione (molti utilizzano quello alcolico), del brandy e della panna. Diffuso in tutto l’arco alpino, è oggi simbolo dell’après-ski. Tra le varianti c’è il Calimero, con solo espresso e zabaione, più dolce e leggero.
Padova: il caffè e menta, un simbolo della città
La panna è uno degli ingredienti immancabili anche a Padova, dove al Caffè Pedrocchi, altro splendido esempio di caffè storico, si gusta dal 1831 il caffè alla menta più famoso al mondo. Avete capito bene, un mix goloso che nasce dal connubio fra un espresso, emulsione di panna fresca e sciroppo di menta, con una spolverata di cacao amaro a completare l’opera. Servito in tazza grande – quella del cappuccino, per intenderci – viene sistematicamente presentato con la regola d’oro: non mescolare con il cucchiaino il composto, per non alterarne le consistenze. E se fa troppo caldo, basta chiedere la versione estiva, a base di caffè freddo, sempre con crema alla menta e una spolverata di cacao. Dal Veneto a Napoli, passando per Milano e così via, il binomio caffè e menta è sorprendente: ecco i posti in cui provarlo, dalle versioni più iconiche alle più fresche e sorprendenti, perfette per la stagione più calda e in cui il caffè è protagonista.
Livorno: il Ponce livornese, il caffè della tradizione marinara
Il Ponce livornese nasce nel Settecento come bevanda calda per i marinai, ispirata al punch britannico ma reinterpretata con il caffè, più vicino ai gusti locali. La ricetta tradizionale unisce caffè caldo, rumme (un prodotto locale che riprende e riadatta il rum), zucchero e scorza di limone, da servire nel caratteristico bicchiere di vetro chiamato gottino. Per assaggiarlo secondo la tradizione, una tappa storica è il Bar Civili di Livorno, che lo prepara da oltre 130 anni.
Fano: la Moretta fanese, il caffè tipico delle Marche
Un altro caffè che viene dall’estro dei marinai è la Moretta fanese. Questa bevanda è stata riconosciuta come un vero e proprio cocktail dall’Aibes, associazione italiana barman, che l’ha inserita ufficialmente nei suoi elenchi di ricette codificate. Non è molto dissimile dal Ponce livornese, visto che prevede caffè caldo, zucchero e scorza di limone, oltre alla parte alcolica, che in questo caso è un mix di brandy, anice e rum. Si dovrebbero miscelare separatamente, ma nella zona di Fano è facile che i bar se la cavino più velocemente con il liquore già miscelato. Anche in questo caso il bicchiere è di vetro, per consentire a chi lo beve di apprezzarne la stratificazione.
Napoli: il rito del caffè tra espresso e cuccumella
Il caffè a Napoli fa parte della cultura cittadina. Un gesto, un rituale, che si ripete più e più volte al giorno (è anche una tradizione, nel caso del caffè sospeso). L’espresso da un lato, la “cuccumella” dall’altro, per i veri puristi. Un indirizzo da non perdere è certamente il Luminist, pluripremiata caffetteria all’interno delle Gallerie d’Italia a via Toledo, dove è protagonista lo specialty coffee. Quello storico, che di frequente fa da sfondo alle avventure del commissario Ricciardi inventato da Maurizio De Giovanni, è il Gran Caffè Gambrinus, a due passi da piazza Plebiscito. Un piccolo indirizzo che merita la citazione, in via dei Tribunali, è la Microtorrefazione Diaz, dove i fratelli Grieco hanno ingegnerizzato un metodo tutto loro di preparare la cuccumella: acqua riscaldata nel bollitore, caffè e via a girare, attendendo il tempo che ci vuole per un perfetto caffè fatto con la napoletana, che non corre il rischio di bruciarsi sul fornello grazie a questo metodo.
Salento: il caffè leccese con ghiaccio e latte di mandorla
Il caffè salentino, quello aromatizzato alla mandorla, è diventato un vero e proprio must per chi trascorre le vacanze fra Lecce e dintorni, da provare a colazione insieme all’immancabile pasticciotto. Qui parliamo di un caffè freddo, perfetto per affrontare la canicola estiva, dove aggiungere sciroppo di mandorla e ghiaccio tritato e comporre questa rinfrescante e ricostituente bevanda. Oggi non c’è bar del Salento che non lo prepari, ma non solo. Da Torino a Milano, passando per Roma e sì, arrivando anche in Puglia, ecco una serie di indirizzi, non per forza a Lecce e dintorni, dove trovare un buon caffè leccese.
Sicilia: la granita di caffè con panna
Se il proverbiale buongiorno si vede dal mattino, in Sicilia è un buongiorno decisamente energetico, specialmente se si mangia una granita di caffè con panna, abbinata all’immancabile brioche con il tuppo. È tipica soprattutto del lato orientale, dalle parti di Taormina, ma è ormai una buona abitudine che coinvolge l’intera isola. Per i siciliani un rituale da condividere con parenti e amici, per i turisti una delizia che non si può non mettere nella to do list, quando si visita l’isola bedda. Provate quella del Bam Bar di Taormina, ma se il tour dovesse far tappa a Noto – sosta consigliatissima, vista la bellezza delle sue chiese e del suo centro storico, dove ogni palazzo è un merletto di pietra – ricordate che qui c’è Corrado Assenza, pasticcere famoso in tutto il mondo, che della granita di caffè con panna ha la sua personalissima versione: la granita cappuccino, in cui la granita al caffè è “tagliata” con quella alle mandorle e servita con una sofficissima brioche di accompagnamento. Ecco tutti gli indirizzi da non perdere.
Gli altri tipi di caffè italiani: dal marocchino all’espressino e così via
Val la pena ricordare che praticamente in ogni città il menù della caffetteria riporta una variante regionale. Alcune volte riguarda il caffè macchiato, oppure perfino ciò che si abbina al caffè secondo i rituali locali della colazione.
Partiamo dal caffè macchiato per fare qualche esempio. Le variabili sono diverse, dal quantitativo di latte per determinarne l’equilibrio, alla presenza o meno di una spolverata di cacao, fino al contenitore, che spesso è preferito in vetro. È il caso del capo in B a Trieste (dove ricordiamo che se ordinate l’espresso e volete sembrare locals dovrete chiedere “un nero”), ma anche del marocchino a Roma o dell’espressino in Puglia, specialmente fra Bari e Foggia. In Veneto, sempre da Padova, è partita invece la moda del macchiatone, chiamato anche cappuccetto, che è in pratica una versione ridotta del cappuccino.
Non solo. Cosa abbinare a colazione con caffè e cappuccino? Di solito il cornetto (o croissant, brioche? Qui le differenze), risponderanno in molti, oppure il dolce tipico locale, come nel succitato caso del pasticciotto salentino, del maritozzo a Roma, della sfogliatella a Napoli e così via. Ma a Genova la risposta è immancabilmente una: la focaccia, da pucciare nel cappuccino. E ricordate, si capovolge, così i granelli di sale vanno direttamente a contatto con la lingua, dove ci sono i recettori della sapidità che consentono di vivere l’esperienza al meglio.
Dal Bicerin torinese alla granita siciliana, passando per il caffè leccese e la cuccumella napoletana, ogni specialità racconta un modo diverso di vivere il caffè. Tradizioni, rituali e ricette che ne fanno uno dei simboli più autentici della convivialità.