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Ristoranti stellati a Milano: gli indirizzi in cui il rituale del caffè è un’esperienza indimenticabile

Sine by Di Pinto
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Dall’espresso alla moka fino agli specialty più ricercati: Sine, Verso, Moebius e gli altri ristoranti stellati milanesi in cui il caffè è un rito d’autore.

Come viene servito il caffè in un ristorante stellato? Tutti i coffee lovers, prima o poi, si pongono questa domanda. Perché in un contesto unico, dove ogni dettaglio è impeccabilmente curato, ci si aspetta un’esperienza di altrettanto rilievo alla fine del pasto, nel momento che precede il congedo. Aromatico epilogo di un percorso gastronomico d’autore, anche il rituale del caffè riflette la cifra stilistica e il mood di un indirizzo stellato. Iniziamo dunque a mappare l’Italia con i locali premiati dalla Guida Michelin, partendo da Milano. Secondo l’edizione 2025 della mitica “Rossa”, nel capoluogo lombardo e provincia ci sono ben 18 ristoranti stellati, di cui 4 con due stelle Michelin, 13 con una stella Michelin e 1 con tre stelle Michelin. Curiosi di saperne di più? Ecco qui di seguito la nostra selezione di ristoranti stellati a Milano, tutti da scoprire.  

Sine by Di Pinto, per concludere tra espresso, moka o caffè filtro  

Tra le new entry 2025 del firmamento milanese c’è Sine by Di Pinto (viale Umbria 126), il ristorante che porta la firma di Roberto Di Pinto. Di origini partenopee, lo chef non manca di omaggiare la sua terra con tocchi campani che affiorano qua e là, anche alla fine del percorso gastronomico, durante il servizio del caffè. “Noi usiamo lo specialty Noble Volcano di 1895 Coffee Designers by Lavazza, una miscela pensata per chi è abituato alla tostatura napoletana, che è un po’ più audace rispetto a quelle di impronta classica: lo preferisco proprio per una questione culturale”, racconta. “Lo proponiamo in diverse estrazioni: oltre all’espresso, da noi funziona tanto la moka, un’idea che piace molto. Al Sine la gente si rilassa: il momento più bello è proprio la fine della cena, quando si chiacchiera e si allunga il tempo di permanenza a tavola: la gente è capace di restare anche un’ora! Un momento speciale che inizia con il caffè accompagnato dalle mitiche graffe napoletane fritte e dalla piccola pasticceria. Spesso si prosegue con qualche coccola… magari offriamo un rum”, continua Di Pinto. La scelta della moka?Rappresenta la casa italiana e l’elemento d’attesa, che è il suo fascino: quando il cliente ha tempo, la sceglie volentieri. Proponiamo anche il caffè filtro, amato soprattutto dagli ospiti che hanno un’ampia conoscenza del mondo del caffè e da chi vuole godersi tutte le sue sfumature in una bevuta lenta, e non in un sorso”.  

Specialty Coffee servito in moka con piccola pasticceria artigianale presso il Ristorante Sine by Di Pinto a Milano.
Il gran finale da Sine by Di Pinto a Milano: lo Specialty Coffee servito con la moka e piccola pasticceria, per riscoprire il rito del caffè a fine pasto.

Verso, specialty blend tra le stelle 

Nel 2024 ha conquistato in un colpo solo ben due stelle Michelin il ristorante Verso dei fratelli Remo e Mario Capitaneo. Si trova in pieno centro, al secondo piano di uno storico edificio di piazza Duomo (al civico 21). Una location “nascosta” che sorprende per la progettazione e per l’impostazione degli spazi: non c’è nessuna barriera tra cucina e sala, ma un unico ambiente con i tavoli e un bancone che invita alla convivialità, dove si assiste in diretta al lavoro della brigata, in uno scambio continuo tra ospiti e chef. Se i piatti vengono finiti davanti ai clienti, creando di volta in volta momenti unici, anche l’espresso, a fine pasto, rappresenta un rituale speciale. “Usiamo lo specialty blend Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza, ci piace molto per i suoi aromi di cioccolato e per le sue note di cannella e scorza d’arancia, che si abbinano bene alla piccola pasticceria con cui lo serviamo: uno zabaione freddo con la mela cotogna, un cioccolatino allo zafferano e il mini krapfen con crema pasticcera al limone. A volte, poi, assieme al caffè offriamo anche una sacher al lampone o una cialda di patata americana e gianduia”, raccontano i due chef.  

Moebius Sperimentale: il rituale del caffè è parte dell’esperienza culinaria

Un altro indirizzo che ha conquistato la stella nel 2025 è Moebius Sperimentale (via Cappellini 25), oasi fine dining all’interno di uno spazio dal mood contemporaneo che ospita anche un tapas bistrot (qui la nostra intervista al patron Lorenzo Querci). Alla regia c’è lo chef Enrico Croatti, un grande amante del caffè e proprio al Moebius Sperimentale il lavoro sul caffè è in pieno sviluppo. “Il caffè da noi diventa una bevanda che può accompagnare non solo la petite pâtisserie a fine pasto, ma anche un piccolo dessert, mi piace l’idea che sia parte integrante dell’esperienza culinaria: stiamo anche studiando l’inserimento della bevanda all’interno del dolce, in modo da offrire qualcosa di nuovo agli ospiti, che rappresenti l’intensità del caffè in una dinamica e in una consistenza diversa”. 

Joia, perfetto contrasto tra dolce e caffè 

Joia (via Panfilo Castaldi 18) è stato il primo ristorante vegetariano d’Europa ad aver conquistato una stella Michelin, nel lontano 1996. Fondato nel 1989 dallo chef di origini svizzere Pietro Leemann, negli anni è diventato un punto di riferimento per l’alta cucina naturale. Un approccio etico e creativo, ma per niente punitivo, caratterizza la proposta di questo ristorante, che ha decisamente contribuito a sviluppare la ricerca sul mondo vegetale, offrendo da sempre un ampio ventaglio di preparazioni vegane. Dal primo gennaio 2024 alla regia della cucina ci sono i due chef Sauro Ricci e Raffaele Minghini, storiche presenze all’interno di questa longeva realtà stellata. Il percorso gastronomico termina con tè, caffè o tisane, elencate in una “carta delle bevande speciali”, come la chiama Ricci. “A chi sceglie il caffè, proponiamo un espresso: una miscela specialty, accompagnata sempre da un elemento di gusto correlato. Al ristorante le persone non sempre colgono subito tutte le caratteristiche dello specialty, per questo ci teniamo a raccontare le diverse sfumature del prodotto che serviamo, racconta lo chef. In accompagnamento? “Prima servivamo una ganache di cioccolato affumicato con panna di mandorla e cannella, ora invece proponiamo il caffè con una noce di macadamia sabbiata e ripassata nel cacao: ci piace cambiare e sperimentare, rispettando sempre un abbinamento in complemento più che in contrasto, tra dolce e caffè”.  

Il Luogo di Aimo e Nadia: dall’espresso al V60 con piccola pasticceria

Un ristorante storico a Milano, fondato da Aimo e Nadia Moroni, che oggi continua il suo cammino grazie agli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani (siamo in via Privata Montecuccoli 6). Qui il percorso si conclude con tre monorigini 100% Arabica (Guatemala, Brasile ed Etiopia). Il caffè viene proposto, a scelta, con Moka Pump (con l’estrazione a pompa manuale realizzata al tavolo), con il classico espresso o con il metodo V60 (in questo caso il caffè viene sempre preparato davanti al cliente, partendo dalla macinatura al momento). Per ogni caffè viene proposta una selezione di piccola pasticceria, creata secondo la stagionalità e i principi della cucina di casa. Il percorso si apre con note fresche e fruttate, per poi evolvere verso toni più decisi e intensi, fino ad arrivare al cioccolato, in un dialogo armonico tra caffè e dolce.

Sadler, il rituale a fine pasto si fa chic e raffinato

Claudio Sadler è un punto di riferimento della cucina d’autore, non solo a Milano, ma in tutta Italia. Lo chef, infatti, continua a inanellare successi e nuove aperture, facendo da mentore a molti giovani cuochi. Basi solide, attenzione al prodotto e sapori distinguibili sono le caratteristiche del suo approccio gastronomico. Il caffè a fine pasto qui si degusta in un ambiente chic e raffinato, all’interno dell’Hotel Casa Baglioni Milan (via dei Giardini 21), dove Sadler è approdato nel 2023, dopo 16 anni sul Naviglio Pavese.

Contraste: il caffè con la mitica torta di rose

Spegne 10 candeline il ristorante Contraste (via Meda 2), che proprio a settembre 2015 apriva i battenti a Milano, fondato da tre soci: il direttore di sala Thomas Piras e gli chef Matias Perdomo e Simon Press. Oggi i due cuochi proseguono l’avventura in questo luogo mitico, dove la cucina d’autore fa divertire e riflettere allo stesso tempo, con due percorsi gastronomici che si declinano tra novità e grandi signature dish che da anni siglano lo stile di Perdomo. Qui, a fine pasto, le note aromatiche del caffè sposano un dolce che è diventato un grande classico di Contraste: la mitica torta di rose, fragrante e profumata.  

Berton: il rito del caffè diventa scenografico

Il ristorante di Andrea Berton da oltre dieci anni illumina Milano, nella avveniristica zona di Porta Nuova (via Mike Bongiorno 13). Lo chef di origini friulane, milanese d’adozione, propone brodi e risotti impeccabili, in uno spazio moderno ed elegante. Fuori si respira la vibe della città che corre, dentro il ristorante invece si gode di ogni momento. Incluso quello del caffè, un rituale speciale, accompagnato da una piccola pasticceria spettacolare, che prende per la gola gli ospiti in maniera scenografica, tra scrigni e cassetti da aprire. Cosa chiedere di più?

Enrico Bartolini al Mudec: il caffè incontra le opere d’arte 

Dulcis (e caffè) in fundo, terminiamo la nostra playlist di ristoranti stellati da provare a Milano con l’unico tre stelle Michelin della città: Enrico Bartolini al Mudec (via Tortona 56). Lo chef Bartolini, con l’edizione 2020 della Guida Michelin è riuscito in un’impresa ardua: riportare all’ombra della Madonnina il massimo tributo della bibbia gastronomica francese più di venticinque anni dopo il maestro Gualtiero Marchesi. Qui il rituale del caffè incontra l’arte, in uno spazio elegante e raffinato: le note aromatiche dell’espresso si assaporano ammirando opere di artisti contemporanei, in linea con lo spirito della location che lo ospita, il Museo delle Culture di Milano.  

Ristoranti stellati dove il caffè è un’esperienza unica:

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