Ristoranti stellati a Roma: profumo di caffè e momenti aromatici nella Città Eterna
Imàgo – foto di Alberto BlasettiDa Zia ad Achilli al Parlamento, da Orma a Imàgo a Trinità dei Monti fino a La Pergola di Heinz Beck e così via: guida agli stellati di Roma in cui il caffè è protagonista assoluto, come ingrediente nel piatto o rituale memorabile alla fine del pasto.
Come viene servito il caffè nei ristoranti stellati a Roma? Prosegue il viaggio di The Blender nelle città italiane e, dopo essere passati da Milano, andiamo ora alla scoperta del rituale di fine pasto negli indirizzi premiati dalla Guida Michelin. Facciamo tappa nella Capitale, sempre più al centro dell’attenzione, con la sua interessante scena gastronomica. Negli ultimi anni, infatti, Roma ha manifestato un inedito fermento culinario, confermato da una pioggia di stelle che ha premiato giovani chef, progetti d’autore e servizi impeccabili. Oggi sono 21 gli indirizzi capitolini stellati, tra capoluogo e provincia, di cui 17 ristoranti con una stella, 3 con due stelle e un tre stelle Michelin. Curiosi di saperne di più? Ecco qui di seguito la nostra selezione di ristoranti stellati a Roma, tutti da scoprire.
Zia, un’originale coffee experience a fine pasto
Antonio Ziantoni, chef giovane e preparato, è alla guida di Zia, uno dei ristoranti stellati più interessanti di Roma (via Mameli 45). La sua cucina prende per la gola con estro e creatività, partendo da basi molto solide. L’esperienza del caffè a fine pasto, qui, è davvero originale. “Da più di un anno a questa parte abbiamo deciso di servire l’espresso preparato con i caffè di 1895 Coffee Designers by Lavazza con il gelato al fiordilatte o con il gelato allo zabaione, mantecato al momento”, racconta. Perché? “Mi ero stancato della piccola pasticceria, c’erano troppi sapori mixati. Così, invece, ci concentriamo sull’aroma del caffè su pochi gusti che ben si abbinano”, spiega. Come avviene il servizio? “Su un supporto rialzato di porcellana, ecco servita la quenelle di gelato, le visciole sotto spirito al centro, come frutta, quindi il caffè: esce tutto insieme, sta molto bene il gelato con il caffè, mi piace il contrasto tra caldo e freddo, lo proponiamo in ogni stagione”, continua. Gli abbinamenti? “Ogni specialty tira fuori note aromatiche particolari: se il cliente sceglie il Calima di 1895 Coffee Designers by Lavazza, che sprigiona sentori di frutti rossi, abbiniamo il fior di latte; con il Noble Volcano di 1895 Coffee Designers by Lavazza, caratterizzato da note di cioccolato al latte e caramello, e con il Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza, una miscela con note di cioccolato e cannella e marmellata di arance piccante, proponiamo il gelato allo zabaione”. Una proposta da provare.
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Achilli al Parlamento: il rituale del caffè si fa elegante e impeccabile
Una vera istituzione capitolina: non a caso, si trova vicino al Parlamento questo ristorante storico premiato dalla “Rossa” con una stella Michelin, nato come enoteca nel 1972. Achilli al Parlamento (via dei Prefetti 15), fondato da Gianfranco Achilli, pioniere dell’enogastronomia romana, oggi vede alla regia la figlia Cinzia Achilli e il marito Daniele Tagliaferri, che hanno proseguito l’attività, rinnovando l’offerta. Una location elegante, dove assaporare le creazioni dello chef Pierluigi Gallo, giovane chef di origini campane, che con l’edizione 2025 della Guida Michelin è tornato a far splendere una stella su questa storica insegna cittadina (dopo che l’aveva persa nel 2021). La sua cucina conquista grazie alla sincerità, al gusto e all’eleganza, con piatti capaci di affondare le proprie radici nella tradizione, ma di guardare oltre. Il rituale del caffè da Achilli al Parlamento? Ha un servizio impeccabile ed elegante. “In genere serviamo l’espresso con una piccola pasticceria che cambia in base al periodo”, spiega Daniele Tagliaferri. “In questo momento stiamo accompagnando il caffè, Lavazza naturalmente, con il marron glacé, ma spaziamo dal pasticcino al cioccolatino, a seconda della stagione”, conclude. Per un finale dolce e aromatico.
Orma: il caffè per concludere in bellezza, ammirando Roma dall’alto
Ci piace molto lo stile di Roy Caceres, chef di origini colombiane, romano d’adozione, alla guida di Orma, ristorante aperto da pochi anni (siamo in via Boncompagni 31). La sua è una cucina all’insegna della contaminazione culturale, di ispirazione fusion, audace e originale. Asia e America Latina si incontrano nei piatti creati da chef Caceres, che non manca di esaltare i vegetali in arrivo dall’orto di casa, e che lascia decisamente la sua impronta nel cuore e nel palato degli ospiti. Il caffè? Si assapora immersi in un ambiente moderno e rilassante, curato nei minimi dettagli, dominato dai colori chiari del legno, osservando il lavoro della brigata attraverso la cucina a vista, oppure ammirando la Città Eterna dall’alto, sul rooftop di Orma, una terrazza panoramica affacciata sui palazzi del centro.
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Il Pagliaccio: il caffè come ingrediente di piatti speciali
Il Pagliaccio (via dei Banchi Vecchi 129 a), 2 stelle Michelin, è una certezza che illumina il centro di Roma da oltre vent’anni. Alla guida c’è lo chef Anthony Genovese, alla regia di un team pluripremiato pronto a rendere indimenticabile l’esperienza, che ha appena festeggiato i suoi primi quarant’anni in cucina con un menu ad hoc. Un grande chef, mentore e maestro di tanti giovani che appartengono alla nuova generazione di cuochi romani, da Ziantoni di Zia ad Alessandro Miocchi di Retrobottega, per citarne alcuni. La sua cucina non conosce confini e coglie sapientemente influenze francesi, orientali e mediterranee. In questa libertà creativa e ponderata allo stesso tempo, lo chef introduce il caffè come ingrediente, dall’Agnello con riduzione di caffè, alla Zucca con olio al caffè. Le note aromatiche tornano protagoniste a fine pasto, con la carta del caffè, che consente di scegliere fra diversi tipi di espresso: una miscela di Arabica e Robusta, oppure due monorigine, Perù e Guatemala. Il tutto accompagnato dalla piccola pasticceria, con un servizio molto classico.
Enoteca La Torre: un rituale in un’atmosfera d’altri tempi
Proseguiamo il nostro viaggio con un altro punto di riferimento capitolino: Enoteca La Torre. Una location dal fascino d’altri tempi, che si fregia delle due stelle Michelin (la seconda conquistata in tempi recenti, nel 2023). Siamo a Villa Laetitia (Lungotevere delle Armi), un albergo all’interno di un edificio liberty, dove si viene per trascorrere momenti unici, tra vetrate, stucchi e architetture datate 1911. La cucina è affidata a Domenico Stile, chef di origini campane, che fa emergere spesso e volentieri le sue radici nel piatto. L’espresso si beve immersi un’atmosfera quasi sognante, dove il passato incontra il presente.
Coffee experience stellata nel centro di Roma: Acquolina
All’interno dell’hotel The First Roma, a poca distanza da piazza del Popolo, Acquolina è un altro ristorante illuminato da 2 stelle Michelin. Alla guida della cucina c’è lo chef Daniele Lippi, giovane talento della scena capitolina che ha conquistato il secondo astro con l’edizione 2023 della “Rossa”. Qui, nel cuore della Capitale, si viene per provare la sua cucina creativa, che si tuffa nel Mediterraneo e spazia dal mare alla terra. Si può scegliere tra uno dei due menu degustazione, per poi concludere il pasto con un ottimo caffè. Si beve assaporando ogni singola sfumatura aromatica, ripensando ai piatti di chef Lippi e alla sua filosofia gastronomica, concentrata sul Mediterraneo e sulle sue connessioni tra popoli, immersi nella penombra di una sala moderna e raffinata. Il caffè, servito con la stessa cura dedicata a ogni portata, diventa così l’ultimo gesto d’autore: un momento di quiete e contemplazione che chiude il viaggio gastronomico con un tocco di profonda eleganza.
Imàgo: un caffè panoramico dall’alto di Trinità dei Monti
Sul rooftop dell’hotel Hassler (piazza Trinità dei Monti 6), Imàgo è uno dei ristoranti panoramici più cool di Roma. Siamo nel cuore della Città Eterna e la vista, da qui, è a dir poco incantevole. Le pareti a vetrate svelano tutto il fascino capitolino, in una posizione a dir poco strategica, con affaccio su tutti i luoghi più iconici di Roma, a partire dalla vicina chiesa di Trinità dei Monti. In cucina c’è lo chef Andrea Antonini, considerato uno dei talenti più validi e promettenti della città, che qui ha conquistato una stella Michelin. Nei suoi piatti, basi solide e creatività si fondono, per dare vita a creazioni che rileggono in maniera divertita ricette conosciute o che celebrano abbinamenti insoliti e originali. Il caffè è un momento speciale, epilogo dell’esperienza gastronomica con vista: il suo profumo accompagna la piccola pasticceria di Luca Villa, giovane pastry chef di casa che ha già vinto premi come Best Pastry Chef Under 35 per Food&Wine.
Pipero: tradizione e innovazione nel cuore di Roma
L’istrionico Alessandro Pipero è uno dei mattatori della scena culinaria capitolina. Il grande maître e patron del ristorante Pipero, una stella Michelin, è una vera istituzione a Roma, in corso Vittorio Emanuele. Ha trovato degli ottimi alleati in Ciro Scamardella, in cucina, e in Achille Sardiello, in sala (premiato come Maître d’Italia 2025 da Le Guide de L’Espresso). In questo ristorante moderno e raffinato, situato proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria in Vallicella, si viene per trascorrere delle ore serene e felici, appagati dalla cucina del giovane chef di origini campane, che fa buon uso dei prodotti della sua terra. Il caffè qui è una coccola aromatica, servita con cura, garbo e tante attenzioni per gli ospiti. Non è solo un finale, ma un vero e proprio rito, un momento di eleganza e piacere che racchiude l’essenza dell’ospitalità italiana firmata Pipero. Cosa chiedere di più?
Nel regno di Chef Cristina Bowerman: Glass Hostaria
È stato da poco presentato al Festival del Cinema di Venezia il docufilm La Quinta Stagione, che vede, tra le cinque chef protagoniste, Cristina Bowerman, alla regia di Glass Hostaria a Roma (vicolo del Cinque 58), una stella Michelin. Molto affascinante la storia di questa colonna portante della ristorazione capitolina, che è partita dagli studi in legge per poi trasferirsi negli States e tornare in Italia, innamorata della cucina. Il suo ristorante si trova a Trastevere, tra le vivaci vie di uno dei quartieri più animati della Città Eterna. Il pasto si chiude con un espresso da gustare negli spazi moderni di quella che un tempo era una carrozzeria, godendosi le good vibes trasteverine… e pensando che nella vita tutto è possibile.
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La Pergola di Heinz Beck di Roma: 3 Stelle dal 2005
Non ha bisogno di presentazioni lo chef Heinz Beck, grande regista della cucina de La Pergola, il ristorante 3 stelle Michelin all’interno dell’hotel Rome Cavalieri, fresco di ristrutturazione (via A. Cadlolo 101). Questo fuoriclasse dell’arte gastronomica di origini tedesche, italiano d’adozione, da anni è in pianta stabile nella Capitale ed è attivo in cucina dal lontano 1994. Nel tempo, ha saputo rinnovarsi e mantenere viva l’attenzione sulla sua arte culinaria, creativa e rigorosa allo stesso tempo. Ogni dettaglio, dalla precisione dei piatti all’armonia del servizio, dalla vista mozzafiato sulla città eterna alla cura con cui viene servito l’ultimo sorso di caffè, contribuisce a creare un’esperienza totale e indimenticabile. Concludere il pasto qui con il profumo del caffè è infatti come mettere la firma su una delle esperienze più incredibili che possano capitare, in un luogo ormai leggendario per la storia della ristorazione capitolina e italiana. Basti pensare che le 3 stelle Michelin a La Pergola sono confermate dal 2005: vent’anni di eccellenza in un luogo speciale, con tanto di terrazza panoramica.