Ristoranti stellati a Torino: all’ombra della Mole, il rituale del caffè non lascia nulla al caso
Condividere, TorinoDai grandi indirizzi stellati del centro alle eccellenze nei dintorni, Torino racconta il rituale del caffè come parte integrante dell’alta cucina. Un viaggio tra ristoranti Michelin dove l’espresso di fine pasto diventa un’esperienza curata in ogni dettaglio.
Prosegue il viaggio di The Blender nelle città italiane e, dopo essere passati da Milano e da Roma, eccoci alla scoperta del rituale del caffè nei ristoranti stellati di Torino. Il capoluogo piemontese è figlio di un territorio ricco di tradizioni gastronomiche che ha molto da raccontare, tra prodotti tipici e cucina d’autore. All’ombra della Mole, il caffè a fine pasto è un’esperienza che nulla lascia al caso, tutta da scoprire. La città sabauda e i suoi immediati dintorni contano in totale dieci ristoranti premiati dalla Guida Michelin 2026 con una stella. Curiosi di conoscere i ristoranti stellati a Torino? Ecco tutto quello che dovete sapere per orientarvi al meglio.
Condividere, tutte le sfumature della coffee experience alla Nuvola Lavazza
Tra le cucine più creative e amate di Torino c’è quella di Condividere (via Bologna 20/a), il ristorante stellato che sorge all’interno della Nuvola, il centro direzionale Lavazza in cui troviamo anche il Museo dedicato. Uno spazio gastronomico che nasce grazie alla consulenza del grande maestro Ferran Adrià ed è guidato dallo chef Federico Zanasi, che regala ai propri ospiti un’esperienza unica e originale. È qui che la coffee experience di fine pasto tocca i massimi livelli: si può optare per lo Specialty Blend Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza, caratterizzato da aromi di cioccolato, con note di cannella e scorza d’arancia, oppure per la Single Origin Flor de Oro di 1895 Coffee Designers by Lavazza, un caffè proveniente dalla regione del Cauca, Colombia, con le sue delicate note di camomilla, miele e tè nero, ma anche per Sol de Yungas di 1895 Coffee Designers by Lavazza, un caffè monorigine coltivato in armonia con la natura nella regione della Yungas in Bolivia, con note agrumate e floreali. Tutti da provare.
Unforgettable, un caffè ad alto tasso di creatività per solo dieci ospiti
È davvero indimenticabile l’esperienza gastronomica al ristorante Unforgettable (via Valerio 5b), nella zona del Quadrilatero Romano, a pochi passi dal Santuario della Consolata. Qui gli chef Stefano Mancinelli e Sabrina Stravato firmano un menù alla cieca, ovvero senza carta, per dieci persone sedute al banco, una accanto all’altra, con musica ritmata in sottofondo. La cucina, ad alto tasso di creatività, vede l’applicazione di molte tecniche di pasticceria al salato e viceversa. Il risultato? Un percorso culinario unico, che termina con una tazzina di caffè Lavazza, per un rituale di fine pasto altrettanto indimenticabile. Per il dolce epilogo, infatti, gli ospiti vengono accolti in un salottino, dove i sorsi aromatici dell’espresso accompagnano la piccola pasticceria.
Del Cambio, un caffè con la storia, di fronte al primo Parlamento d’Italia
Si respira tutto il fascino della storia al ristorante stellato Del Cambio in piazza Carignano, uno degli indirizzi più longevi d’Europa: uno spazio di origini settecentesche, con ambienti che conservano ancora l’atmosfera risorgimentale. Basti pensare che ai suoi tavoli (anzi, a uno in particolare) si sedeva sempre Cavour, osservando la facciata del primo Parlamento d’Italia, proprio di fronte. Oggi la cucina è guidata dallo chef Diego Giglio, che omaggia i grandi classici della tradizione regionale. A fine pasto? Si può scegliere l’estrazione, optando per l’espresso o per il caffè filtro: la piccola pasticceria è accompagnata da Flor de Oro di 1895 Coffee Designers by Lavazza, monorigine proveniente dalla regione del Cauca, Colombia, con le sue note di camomilla, miele e tè nero.
Piano 35: cena stellata e caffè panoramico a 150 metri d’altezza
Siete a caccia di un’esperienza stellata con vista? Allora è d’obbligo provare Piano 35, il ristorante al trentacinquesimo piano del grattacielo Intesa Sanpaolo progettato da Renzo Piano, in corso Inghilterra 3. A 150 metri d’altezza, circondati dal verde di una serra bioclimatica, qui si assaporano i piatti che il resident chef Christian Balzo firma assieme allo chef Marco Sacco, supervisore del progetto gastronomico, con una lunga carriera alle spalle. Si può scegliere tra un percorso che celebra i sapori piemontesi, un giro d’Italia o un menu vegetariano. A pranzo o a cena, il pasto termina con il profumo del caffè Lavazza, servito assieme alla piccola pasticceria: un epilogo decisamente panoramico.
Vintage 1997, un espresso dal mood rétro in piazza Solferino
Punto di riferimento per la ristorazione cittadina, il ristorante Vintage 1997 è presente in piazza Solferino a Torino da quasi trent’anni. Un luogo vintage di nome e di fatto, che accoglie gli ospiti in un ambiente dal mood rétro, gestito dal patron Umberto Chiodi Latini, definito dalla Guida Michelin un “maître d’altri tempi”. Si spazia dai classici della cucina piemontese, come il vitello tonnato, ai piatti vegetariani, passando per le portate a base di pesce. Qualunque sia la vostra scelta, qui vi sentirete a casa. A fine pasto, una tazzina fumante di caffè Lavazza, espresso che fa la differenza in uno scenario così indimenticabile.
Dolce Stil Novo alla Reggia, un caffè a tu per tu con la bellezza
Imperdibile per tutti gli amanti dell’arte e dell’architettura, la Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, è una tappa gastronomico-culturale da pianificare. Parliamo anche di cucina e non solo di bellezza, perché all’interno della magnifica residenza sabauda sorge un ristorante stellato, Dolce Stil Novo alla Reggia (piazza della Repubblica 4, Venaria). L’ingresso si trova nel cortile interno, ma per accedervi dovrete prendere l’ascensore e salire al quarto piano. Accomodati in una delle eleganti sale, potrete assaggiare i piatti di Alfredo Russo. Lo chef sorprenderà i vostri palati, tra sapori del territorio, tradizione italiana e riletture creative. Il consiglio? Godetevi un espresso Lavazza a fine pasto, per poi ammirare dal terrazzo il giardino della Reggia.
La Credenza, profumo di stelle e di caffè nel verde Canavese
Per una fuga dalla città? Andate a San Maurizio Canavese, dove si trova il ristorante stellato La Credenza (via Cavour 22). Qui vi attendono tre sale moderne, ma soprattutto un giardino in cui durante la bella stagione sono allestiti alcuni tavoli. Nei mesi freddi, invece, il consiglio è di prenotare la sala affacciata sul verde, che con le sue ampie vetrate vi regalerà la sensazione del “fuoriporta”. Cosa aspettarsi? Piatti creativi, che giocano con le influenze culturali, un ponte tra il Piemonte e l’Oriente. Il rituale del caffè a fine pasto qui ha i sentori dello Specialty Blend Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza, caratterizzata da aromi di cioccolato, con note di cannella e scorza d’arancia, ma potete optare anche per il delicato Single Origin Flor de Oro di 1895 Coffee Designers by Lavazza, con note di camomilla, miele e tè nero.
Carignano, cucina stellata e caffè nel centro storico di Torino
Si trova all’interno del Grand Hotel Sitea, una struttura che nel 2025 ha compiuto 100 anni, il ristorante stellato Carignano (via Carlo Alberto 35). Qui si viene per provare la cucina di Davide Scabin, noto chef piemontese che in questa storica location ha trovato nuova dimora, dopo aver illuminato per anni (e rinnovato) la ristorazione torinese, con le sue due stelle Michelin al Castello di Rivoli. La cucina originale e dirompente, a tratti provocatoria, del noto cuoco di casa anticipa l’espresso di fine pasto: il modo migliore per concludere un percorso che non dimenticherete facilmente.
Cannavacciuolo Bistrot: sentori di caffè, tra accoglienza ed eleganza
Ci spostiamo vicino alla chiesa della Gran Madre, per scoprire un altro indirizzo: il Cannavacciuolo Bistrot (via Umberto Cosmo 6). Un ristorante che rientra nella galassia gastronomica firmata dal celebre chef di Villa Crespi, amato giudice di MasterChef, che ha inaugurato questo spazio nel 2017, conquistando l’anno dopo una stella Michelin. Il resident chef è Gabriele Bertolo, autore di piatti dal mood moderno, capaci di omaggiare il territorio, senza rinunciare agli stimoli che arrivano dalla cucina campana. Il rito di fine pasto? Un espresso da sorseggiare lentamente, come a casa, immersi in un ambiente raffinato e accogliente allo stesso tempo.
Andrea Larossa: un caffè stellato alle pendici della collina torinese
Un’altra stella Michelin all’ombra della Mole? Il ristorante Andrea Larossa (via Sabaudia 4), che prende nome dallo chef–patron alla regia. Fondato ad Alba, nel 2022 il locale ha traslocato qui, ai piedi della precollina torinese. Grande conoscitore dei prodotti del territorio e non solo, chef Larossa propone una cucina elegante e innovativa, capace di spaziare dal Piemonte al resto d’Italia con fantasia e con qualche contaminazione internazionale. Godetevi l’espresso di fine pasto in un ambiente accogliente, dove la professionalità si unisce a un’ospitalità autentica.