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Colazione in un caffè letterario a Torino? Prendo quello che prendeva Calvino. O Pavese, o Mark Twain

Caffè Baratti & Milano
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In occasione del Salone del Libro, una guida ai caffè storici e letterari di Torino frequentati da alcuni dei più importanti scrittori della storia: ecco perché venire qui per fare colazione

Parlare di caffè letterario a Torino significa scoprire i luoghi dove, nel tempo, si sono fermati alcuni dei più grandi scrittori. Queste caffetterie sono diventate spazi di incontro e ispirazione, e hanno visto nascere idee, conversazioni e pagine rimaste nella storia. Dai caffè storici di Piazza Vittorio Veneto alle sale liberty della Galleria Subalpina, Torino conserva ancora oggi alcuni dei più iconici caffè letterari d’Italia. In occasione del Salone del Libro, partiamo per un itinerario tra i locali storici frequentati da autori, poeti e intellettuali, dove ancora oggi il caffè accompagna momenti di condivisione e creatività. Ecco allora una serie dei più affascinanti esempi di caffè letterario a Torino frequentati da alcuni dei più importanti scrittori della storia – e perché sceglierli oggi per una colazione o una pausa caffè. 

Caffè Elena, il fascino della colazione nei caffè storici di Torino 

Affacciato su Piazza Vittorio Veneto, la più grande piazza porticata d’Europa, il Caffè Elena (Piazza Vittorio Veneto, 5) è un locale storico di oltre 135 anni. Le sale, con richiami allo stile dei primi del Novecento, raccontano una storia fatta di incontri e creatività, ma ci arriviamo a breve. Cominciamo con una colazione tra torte fatte in casa e pasticceria, si passa al brunch e al pranzo con piatti della tradizione piemontese, per poi rallentare nel pomeriggio con caffè e tè. Non manca la Merenda Reale con il Bicerin, la storica bevanda piemontese a base di cioccolata calda, crema di latte, caffè e panna. La sera cambia atmosfera: luci più soffuse, cocktail d’autore e quell’energia tipica dei luoghi che, da sempre, sanno unire convivialità e ispirazione. 

Il tavolino preferito di Cesare Pavese 

Qui si sono seduti scrittori, filosofi e musicisti, trasformando ogni tavolino in un piccolo osservatorio sul mondo. Uno in particolare: Cesare Pavese, che amava sostare qui per trovare quiete e ispirazione. Un legame raccontato anche dalle stesse pagine social del Caffè, che in occasione del compleanno di Pavese ricordano come l’autore amasse trascorrere le sue giornate nel locale, seduto al suo tavolino preferito, magari davanti a un caffè. 

Consigliato perché: qui la pausa caffè diventa un’esperienza lenta e autentica, tra colazioni torinesi, pasticceria artigianale e tavolini che raccontano la storia letteraria della città.

Caffè Fiorio, tra pause caffè e atmosfere letterarie nel cuore di Torino 

Aperto nel 1780 e presto divenuto ritrovo dell’élite cittadina, il Caffè Fiorio (Via Po, 8/C) è molto più di uno storico locale torinese: è un’istituzione. Tra i suoi habitué figurava re Carlo Alberto, celebre per la domanda “Cosa si dice al Caffè Fiorio?”. Oggi conserva il fascino di un salotto ottocentesco, ideale per una colazione elegante con caffè Lavazza, zabaioni cremosi e dolci piemontesi. Un luogo dove storia e stile si incontrano. Frequentato a ogni ora del giorno, dalla colazione all’aperitivo, il Fiorio ha però un protagonista indiscusso: il gelato, autentico simbolo della casa. 

Le pause caffè di Tomasi di Lampedusa e Mark Twain 

Chi è passato da qui? Praticamente tutti i protagonisti del Risorgimento italiano. Secondo l’Associazione Caffè Storici di Torino e del Piemonte, sui divani di velluto rosso del Caffè Fiorio lo scrittore Tomasi di Lampedusa scriveva La Sirena, novella uscita alla fine degli anni Cinquanta che racconta un incontro avvenuto proprio in un bar di via Po. Ma il Caffè non fu solo frequentato da italiani: si dice che anche Herman Melville e Mark Twain siano stati dei clienti illustri. 

Consigliato perché: qui si può venire per una pausa caffè elegante, in uno dei più iconici esempi di caffè letterario a Torino, dove vale la pena sostare per il fascino d’epoca, le specialità piemontesi e l’atmosfera da storico caffè europeo. 

Caffè Al Bicerin, una pausa caffè nella Torino degli scrittori 

Al Bicerin (Piazza della Consolata, 5) è un caffè storico, nato nel 1763 e che oggi conserva intatto il suo fascino. Qui si gustano alcune delle specialità della città, a partire dal celebre Bicerin e dalla cioccolata calda. E poi cappuccini, caffè, liquori, torte artigianali, tutto contribuisce a restituire l’atmosfera autentica della Torino di un tempo.  

Il caffè torinese amato da scrittori e filosofi 

Nel corso degli anni il Caffè Al Bicerin è stato ritrovo di grandi protagonisti della storia e della cultura. Qualche nome? Lo stesso bar conferma di aver accolto figure di primo piano come il compositore Giacomo Puccini, di casa nel quartiere, ma anche Nietzsche, oppure Umberto Eco che ha scelto di ambientare al Caffè alcune pagine de Il Cimitero di Praga. E poi ancora, dal sito del locale storico, si legge: “Fra gli scrittori sono stati clienti i grandi Guido Gozzano, Italo Calvino e Mario Soldati (…) e Alexandre Dumas padre in una lettera parla del Bicerin come di una delle cose da non perdere di Torino”.  

Consigliato perché qui si può vivere, a partire dalla colazione, l’esperienza più autentica di caffè letterario Torino, assaggiando il tradizionale Bicerin in uno dei locali storici più iconici della città. 

Baratti & Milano, caffè storico e atmosfere liberty nel centro di Torino 

In Piazza Castello 27/29, a pochi passi da Palazzo Madama, dai Giardini Reali e dal Teatro Regio, il Caffè Baratti & Milano, uno dei caffè storici più eleganti di Torino, rappresenta una raffinata espressione dello stile liberty della città. Lo scenario è elegantissimo: siamo infatti all’interno degli eleganti spazi della Galleria Subalpina, una galleria commerciale di stampo ottocentesco. Accanto alle proposte di caffetteria, dove sono protagoniste le miscele Lavazza La Reserva de ¡Tierra!, ovvero un caffè proveniente da progetti sostenibili, qui spicca la storica vocazione per la cioccolateria, con specialità iconiche come gianduiotti e cremini. Tra le proposte da non perdere, l’Espresso Baratti & Milano con crema, granella di nocciole e panna.  

Il fascino della Galleria Subalpina, tra espresso e storie da condividere 

Tra i tanti, da qui è passato lo scrittore e poeta Guido Gozzano, che ha portato il Caffè nella storia della letteratura italiana facendo riferimenti al Baratti nelle sue opere. Numerose volte è stato visto qui sotto i portici, seduto al tavolino, affascinato dalle architetture della Galleria Subalpina.  

Consigliato perché: unisce l’eleganza della Torino liberty alla tradizione della caffetteria italiana, in una location iconica dove storia, letteratura e gusto si incontrano tra atmosfere d’altri tempi e il rituale condiviso del caffè. 

“Io sono innamorato di tutte le signore che mangiano le paste nelle confetterie” 

(Guido Gozzano, Le Golose  poesia scritta ai tavoli di Baratti & Milano)
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