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Tostatura chiara o scura? La scelta giusta per ogni estrazione di caffè secondo la coffelier

artwork @Simone Brillarelli
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Stefania Zecchi, Coffelier di 1895 Coffee Designers by Lavazza, ci spiega il ruolo della tostatura nello specialty coffee e nei diversi metodi di estrazione, con consigli per il servizio al bar.

La tostatura del caffè è il processo termico che trasforma il chicco verde sviluppandone aroma, colore e struttura. In base a tempo e temperatura si definisce il profilo gustativo finale, influenzando corpo, acidità e resa nei diversi metodi di estrazione.

È un processo essenziale della trasformazione del caffè” risponde Stefania Zecchi, Coffelier di 1895 Coffee Designers by Lavazza, quando le chiediamo che cos’è la tostatura e perché incida in modo così determinante nei diversi metodi di estrazione. Continua: “La tostatura è un processo complesso che richiede una profonda conoscenza della materia prima verde e un controllo preciso della macchina tostatrice. Sottoposti a un intenso trattamento termico, i chicchi attivano una serie di reazioni fisico-chimiche: aumentano di volume, cambiano colore, sviluppano aromi distintivi e acquisiscono specifiche caratteristiche gustative. Diventano inoltre friabili, quindi pronti per essere macinati ed estratti.

È proprio in questa fase che si definisce l’identità sensoriale del caffè. La tostatura è il passaggio chiave nella costruzione del profilo aromatico: da qui nascono le differenze tra una tazza più intensa e strutturara e una più fresca, acidula e aromatica. Ed è da questa scelta che derivano anche le nostre preferenze personali”.

Quando avviene la trasformazione durante la tostatura del caffè?

La trasformazione avviene durante il trattamento termico del chicco verde, tra gli 8 e i 12 minuti circa- così accade anche in come in Factory 1895 per gli specialty coffee – calore, tempo e reazioni chimiche sviluppano aroma, colore e struttura, definendo il profilo gustativo finale.

In questa fase entra in gioco una figura chiave: il tostatore. O, come viene definito in Factory 1895, il coffee designer.

Il tostatore – o coffee designer, come lo chiamiamo in Factory 1895 – è come uno chef: seleziona i migliori chicchi verdi al mondo, una materia prima eccellente, e ne definisce la ricetta, ovvero la curva di tostatura”

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Proprio come in cucina, ogni scelta incide sul risultato finale. “Più si prolunga il tempo di tostatura e più si innalza la temperatura, maggiore sarà lo sviluppo del colore e più profonde diventeranno le trasformazioni aromatiche” spiega Stefania Zecchi, Coffelier di 1895 Coffee Designers by Lavazza. “Il tostatore osserva attentamente il colore dei chicchi per comprendere in quale fase del processo ci si trovi”.

La trasformazione avviene all’interno della macchina tostatrice, dove il calore viene trasmesso sia per conduzione sia per convezione. “I chicchi si muovono continuamente all’interno del tamburo, urtando le pareti e tra loro, permettendo una tostatura uniforme e controllata“.

 C’è poi un momento decisivo: il cosiddetto ‘primo crack’. “È uno scoppiettio interno al chicco: si sente chiaramente, anche se non è visibile. Segna una fase cruciale nello sviluppo aromatico. Subito dopo, il caffè viene raffreddato rapidamente per interrompere la cottura e preservare il profilo desiderato”.

Non sempre questo passaggio è supportato da strumenti digitali avanzati: “I tostatori che non hanno a disposizione i software di monitoraggio, si avvicinano alla macchina per ascoltare con attenzione il primo crack. È un gesto che racconta quanto esperienza e sensibilità siano ancora centrali in questo mestiere”.

Come cambia la tostatura in base al metodo di estrazione?

La tostatura varia in base al metodo di estrazione perché ogni tecnica – filtro, espresso o moka – richiede caratteristiche diverse di solubilità, corpo e acidità per ottenere equilibrio e qualità in tazza.

Perché per il caffè filtro si preferisce una tostatura chiara?

La tostatura chiara è ideale per il filtro perché preserva acidità e complessità aromatica, valorizzando le note fruttate e floreali e permettendo un’estrazione più trasparente e definita.

Per i caffè filtrati si preferisce una tostatura chiara, capace di esaltare acidità e complessità aromatica”, spiega Stefania Zecchi.

La tostatura chiara preserva le caratteristiche originarie del chicco, valorizzandone le note più fresche, floreali e fruttate. È la scelta ideale quando si vuole mettere in primo piano l’identità dell’origine — un principio cardine nello specialty coffee — perché permette di percepire con maggiore definizione le sfumature aromatiche.

È il caso delle single origin proposte in estrazione filtro da 1895 Coffee Designers by Lavazza. “Come Beija Flor di 1895 Coffee Designers by Lavazza, pregiata single origin panamense con note di manco e maracuja, o Paraiso di 1895 Coffee Designers by Lavazza, origine colombiana caratterizzata da sentori di frutta dolce, mango e vaniglia: profili che trovano nel filtro, sia caldo sia freddo, la loro massima espressione”.

In queste preparazioni l’acqua attraversa il caffè con tempi più lunghi e delicati rispetto all’espresso, consentendo un’estrazione più lineare e trasparente, capace di restituire in tazza eleganza, aromaticità e complessità.

Quale tostatura è ideale per l’espresso?

Per l’espresso si preferisce generalmente una tostatura più scura, che garantisce maggiore corpo, intensità aromatica e una struttura adatta all’estrazione ad alta pressione.

“La tostatura scusa dà origine a un caffè con maggior corpo e un profilo gustativo più intenso”, spiega Stefania Zecchi. “L’amarezza può richiamare il cioccolato fondente, mentre l’acidità risulta più attenuata”.

Il risultato è una tazza strutturata, avvolgente, con una crema persistente e una sensazione gustativa piena — l’esperienza iconica dell’espresso italiano, dove equilibrio e intensità devono convivere in pochi secondi di estrazione.

Qual è la tostatura migliore per la moka?

Per il caffè preparato in moka, la tostatura ideale è quella media: un punto di equilibrio tra la brillatezza aromatica della tostatura chiara e la struttura più intensa della tostatura scura.

In questo caso il profilo risulta armonico e bilanciato, con un’amarezza più moderata e una buona integrazione tra dolcezza e acidità.

È preferibile evitare una tostatura troppo chiara, che potrebbe sbilanciare la tazza verso una percezione eccessivamente acida”, precisa Zecchi. “Ma anche una tostatura troppo scura rischierebbe di accenture troppo l’amaro”.

La tostatura media permette quindi di valorizzare la natura estrattiva della moka — che lavora per pressione generata dal vapore — restituendo una bevanda intensa ma equilibrata, ideale per il consumo quotidiano.

Questa attenzione al metodo di estrazione è strettamente legata al lavoro del coffee designer e alla valorizzazione delle singole origini.

“Ogni single origin viene tostata separatamente, proprio come se fosse l’ingrediente di un piatto”

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È un approccio che si prende cura dell’identità di ogni chicco, ascoltando la voce della sua terra d’origine per liberarne tutta la ricchezza aromatica. Solo dopo, con la stessa dedizione di uno chef che crea il suo piatto del cuore, uniamo le diverse sfumature per dare vita a un’armonia perfetta.

Qui la tostatura smette di essere una formula tecnica e diventa un atto d’amore e di interpretazione. È un equilibrio sottile dove la precisione della scienza incontra il tocco dell’esperienza e la profondità della sensibilità, trovando la sua espressione più pura e vibrante nel mondo dello specialty coffee.

Quale tostatura scegliere a colazione?

A colazione si può scegliere una tostatura scura per espresso e cappuccino, più intensa e strutturata, oppure una tostatura chiara in filtro per una bevanda più aromatica e delicata.

La scelta della tostatura cambia anche in base al momento della giornata e al tipo di abbinamento.

Al mattino si consiglia un espresso o una miscela che possa essere anche una base per il cappuccino, quindi con una tostatura più scura”, spiega Stefania Zecchi. “Il corpo più intenso rende il caffè ideale anche in combinazione con bevande a base latte“.

La tostatura scura, con la sua struttura e le note che possono richiamare il cioccolato fondente, riesce infatti a mantenere carattere e persistenza anche quando viene addolcita dal latte, risultando equilibrata e avvolgente.

Ma la colazione non è solo espresso. “A chi preferisce una bevanda più aromatica consiglio un’estrazione a filtro caldo, quindi una tostatura chiara, capace di esaltare le note fruttate e floreali”. Una scelta che si presta perfettamente anche a un brunch o a una colazione in stile americano, così come a un caffè freddo nel pomeriggio, quando si desidera una tazza più leggera e profumata

Considero ottimo l’utilizzo del cold brew – caffè estratto a freddo. In questo caso, le single origin, ingredienti di un cocktail, donano alla bevanda note fruttate e floreali grazie alla tostatura chiara, che ben si adattano all’idea di un drink, regalando una complessità distintiva”.

E nella mixology?

Il dialogo tra tostatura e metodo di estrazione si estende anche al mondo dei cocktail.

Considero ottimo l’utilizzo del cold brew – caffè estratto a freddo. In questo caso le single origin, ingredienti di un cocktail, donano alla bevanda note fruttate e floreali grazie alla tostatura chiara, che ben si adattano all’idea di un drink e regalando una complessità distintiva“.

L’estrazione a freddo, più dolce e meno aggressiva, permette di valorizzare le sfumature aromatiche senza sovrastare gli altri ingredienti, aprendo nuove possibilità creative nella mixology contemporanea.

Come riconoscere una buona tostatura del caffè?

Una buona tostatura si riconosce da chicchi uniformi nel colore, non eccessivamente scuri né oleosi, e da un aroma pulito e definito, senza sentori bruciati o troppo amari.

Al bar: attenzione ai chicchi esposti in campana

“Meglio diffidare di chicchi troppo scuri”, spiega Stefania Zecchi. “Una tostatura eccessivamente spinta può talvolta essere utilizzata per mascherare difetti della materia prima. Inoltre, i chicchi non devono risultare troppo oleosi”.

La presenza evidente di oli in superficie, continua Zecchi, “è il risultato di una tostatura molto avanzata, che può compromettere la qualità appiattendo il profilo gustativo“.

Conservazione: i chicchi vanno riposti correttamente

Anche la gestione del prodotto incide sulla qualità in tazza.

A fine giornata lavorativa chicchi esposti in campana dovrebbero essere riposti nella loro confezione originale, preferibilmente in sottovuoto, così da limitare il contatto con l’ossigeno e preservare aromi e caratteristiche organolettiche”.

L’ossidazione, infatti, è uno dei principali nemici del caffè tostato: una corretta conservazione permette di mantenere intatta la complessità aromatica sviluppata durante la tostatura.

Pulizia: un dettaglio che fa la differenza

Le campane, neanche a dirlo, devono essere sempre pulite”, ricorda Zecchi, “per evitare che residui di oli e polveri compromettano le preparazioni successive. Un’accortezza apparentemente semplice, ma fondamentale: anche minime tracce di residui possono alterare l’equilibrio della tazza, incidendo su aroma e gusto”.

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