Correre a fare colazione: perché i running club sono il fenomeno del momento (spoiler: c’entra il caffè)
foto di: Andrea GuermaniI running club trasformano il caffè in un rituale sociale: dopo la corsa arrivano la colazione o il brunch da condividere e momenti di comunità come quelli di Architecture Runs a Milano. Ecco perché sempre più persone si incontrano per correre insieme e perché la coffee experience è diventata il vero traguardo dell’allenamento
Correre e poi fare colazione. È questa la formula dei running club, gruppi di persone che si incontrano per correre insieme e che oggi rappresentano molto più di una semplice community sportiva. Sono un fenomeno culturale, una nuova forma di socialità urbana, un appuntamento in cui il caffè è sempre più protagonista. Oggi, infatti, la corsa è spesso solo il punto di partenza e il vero cuore dell’esperienza arriva dopo: è il caffè condiviso, la colazione collettiva, il brunch. In altre parole, la coffee experience che trasforma un allenamento in una comunità.
Come i running club hanno trasformato il caffè in un rituale sociale
Partiamo dall’inizio. Il running club così come lo intendiamo oggi nasce in grandi città come New York o San Francisco. Qui, tra colleghi, all’interno di team di ristoranti, coffee shop o bakery, si comincia a correre insieme prima di iniziare il turno di lavoro. Il fenomeno si diffonde rapidamente, diventa virale e si trasforma in un rituale collettivo. Si corre insieme attraversando quartieri, parchi e architetture urbane, per poi fermarsi a fare colazione, il brunch, per un caffè da condividere a fine allenamento.
Gli esempi in Italia sono infiniti. Ci sono run lovers che si incontrano per la combo corsa+colazione, dolce o salata, come nel caso degli appuntamenti organizzati dalle più note community di viaggi e che si concludono da Ditta Artigianale, micro roastery di specialty coffee a Milano. Si organizzano Running Coffee Club anche a Roma, pensati per chi ama correre, vuole conoscere nuove persone e godersi un brunch con DJ set. Non mancano applicazioni per i runners che danno appuntamento davanti alle varie caffetterie delle diverse città coinvolte.
A Milano il running club finisce con il brunch
Tra i tanti, c’è anche il progetto Architecture Runs, ideato da Bianca Felicori, ricercatrice e fondatrice del progetto Forgotten Architecture (un archivio per valorizzare edifici della città compiuti ma marginalizzati, spesso rimossi o dimenticati), BASE Milano e Lavazza.
Un esempio molto chiaro in cui il caffè smette di essere una semplice pausa post-allenamento e diventa parte integrante del rituale sociale. L’appuntamento (avvenuto nel mese di maggio, ma ci sarà una seconda data dopo l’estate, nel periodo del back to school) è tra i più originali perché i partecipanti attraversano Milano seguendo percorsi che collegano edifici modernisti, ex fabbriche, piscine pubbliche e luoghi simbolici della città, dall’Armani Silos alla Basilica di Sant’Ambrogio e così via.
La città diventa così un museo a cielo aperto da ammirare durante la corsa. Alla fine del percorso, il gruppo si ritrova per un brunch collettivo e per partecipare a una serie di talk con degli esperti.
Come racconta a The Blender Eleonora Strozzi, Partnership & Marketing Manager di BASE Milano: “È stata un’esperienza di grande successo, all’insegna dell’ibridazione e perfettamente in linea con lo spirito di BASE, che non punta mai a replicare qualcosa che esiste già, ma ama mettersi alla prova con nuove sfide. Siamo un centro culturale che lavora per portare la periferia al centro, anche attraverso eventi come questo e tramite il nostro brunch, che rappresenta già di per sé una forma ibrida tra colazione e pranzo”.
E, proprio a proposito del brunch, continua: “Il brunch è un momento ideale per valorizzare il senso di comunità: uno spazio in cui generi, linguaggi e persone diverse si incontrano. Richiama un pubblico trasversale, dai mattinieri alle famiglie e, in questo caso, anche la community che Bianca ha costruito negli anni attorno al suo progetto. La volontà comune è quella di dare spazio alle persone e creare occasioni autentiche di incontro, anche dopo la corsa”.
Il caffè come rituale sociale post-allenamento
Come da proposta sempre presente in menu, anche per il running club le miscele Lavazza La Reserva de ¡TIERRA!, ovvero un caffè proveniente da progetti sostenibili, sono il cuore dell’esperienza. Precisa Eleonora: “Il caffè in questo caso incarna una serie di valori che si intrecciano con la nostra visione: sostenibilità, tutela e valorizzazione delle comunità agricole e così via. È un caffè che non nasce per competere, ma per restituire valore, generando impatto positivo, cura e consapevolezza. E BASE è lo spazio ideale per dare voce a questi valori perché è un luogo di sperimentazione e di contaminazioni creative. Per questo ci troviamo particolarmente bene anche con Lavazza, che crede nella missione di BASE, ci supporta con continuità e ci lascia grande libertà progettuale: un aspetto tutt’altro che scontato. Ciò che ha reso speciale questa esperienza, più di ogni altra cosa, è stata proprio la sua autenticità. In questo contesto, il caffè ha avuto un ruolo fondamentale all’interno del nostro brunch”.
Il successo dei running club racconta qualcosa che va oltre lo sport. Parla del bisogno contemporaneo di rallentare insieme, di riappropriarsi delle città attraverso esperienze condivise e di trasformare gesti quotidiani, dalla corsa al caffè, in occasioni autentiche di comunità.
Non è un caso che il caffè sia diventato il centro simbolico di questi appuntamenti: oggi è un rituale sociale capace di unire cultura urbana, convivialità e senso di appartenenza. E forse è proprio qui che si trova il vero traguardo dei nuovi running club: non nella performance, ma nel desiderio di sentirsi parte di qualcosa.