Trend Hunters

Il rituale del caffè incontra l’arte del profumo

foto di Andrea Guermani
Trend Hunters

Specialty coffee e alta profumeria sono due mondi più vicini che mai, come dimostra l’incontro tra 1895 Coffee Designers by Lavazza e Sinatra Galerie de Beauté, perché “Tutto parte dal profumo”. Parola di Coffelier.

Caffè e profumi, due mondi che, a ben guardare, sono più vicini che mai: anche lo specialty coffee, infatti, proprio come una fragranza, racconta emozioni e percezioni attraverso note, accordi e sfumature. “La connessione tra specialty coffee e alta profumeria è molto naturale perché tutto parte dal profumo. Nel mondo dello specialty coffee il profumo non è solo qualcosa che si sente in tazza alla fine, ma è presente già all’origine”, precisa Stefania Zecchi, Coffelierdi 1895 Coffee Designers by Lavazza, con cui abbiamo parlato insieme di questa affinità così naturale tra i due universi sensoriali. 

Caffè e profumi: la connessione tra specialty coffee e profumeria 

Continua Stefania: “Ci sono caffè che vengono selezionati in piantagione per il loro potenziale aromatico, ovvero per le note che possono sviluppare: floreali, agrumate, speziate o dolci. Un potenziale viene poi rispettato e valorizzato durante la tostatura e, infine, dal barista attraverso la scelta del metodo di estrazione più adatto. È un approccio molto simile a quello dell’alta profumeria: si parte da una materia prima di grande qualità e la si accompagna per far emergere le sue note migliori, creando un’esperienza sensoriale ed emozionale”. 

Un esempio concreto di questo dialogo tra essenze e caffè arriva da Torino, dove Sinatra Galerie de Beauté, punto di riferimento dell’alta profumeria, e 1895 Coffee Designers by Lavazza si sono incontrati in occasione di un evento dedicato alla scoperta delle affinità aromatiche tra caffè e profumi, nel nuovo Café della Galerie di Piazza San Carlo. Racconta la Coffelier a noi di The Blender: “Abbiamo selezionato tre essenze e due caffè della collezione 1895 – Flor de Oro (note di camomilla, miele e tè nero) e Petal Storm (fiori di caffè, cioccolato e arancia) – preparati con diverse tecniche di estrazione, come cold brew, moka e caffè americano, e accompagnati da finger food in abbinamento. I partecipanti sono stati invitati a degustare, attivando tutti i sensi, e poi ad annusare le essenze per individuare quella più in sintonia con il percorso sensoriale”. Il risultato? Non una semplice degustazione, ma un’esperienza immersiva in cui il caffè diventa materia da esplorare con il naso e con il palato, mentre la profumeria si trasforma in qualcosa di concreto e tangibile, oltre l’estetica.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da 1895 Coffee Designers (@1895bylavazza)

Il ruolo dei profumi nel caffè specialty 

Nello specialty coffee non si lavora solo sul gusto, ma soprattutto sull’aroma, che è la parte più emotiva, quella che resta nella memoria. Come Coffelier, il mio ruolo è quello di leggere il caffè, capirne il profilo aromatico, raccontarlo e poi creare un dialogo con il cibo. Quando possibile, mi piace completare questa esperienza con un’essenza che richiami le stesse note, perché il profumo è ciò che fissa il ricordo dell’esperienza” precisa Stefania. Un approccio che racconta bene l’evoluzione dello specialty coffee, da intendere come esperienza capace di sorprendere anche dal punto di vista olfattivo. “I caffè della collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza hanno proprio la caratteristica di essere distintivi e unici, ma anche facilmente riconoscibili. L’obiettivo è raccontare lo specialty in modo semplice, permettendo anche a chi lo assaggia per la prima volta di comprenderlo, perché l’esperienza è diversa da quella quotidiana: gli specialty possono regalare sensazioni nuove, aromi e gusti mai provati prima, ma allo stesso tempo immediati da riconoscere e che si ritrovano anche nelle essenze e nel mondo della profumeria”. 

Caffè e profumi: come i metodi di estrazione influenzano gli aromi 

A proposito di caffè e note olfattive, è molto interessante osservare come uno stesso caffè possa esprimere profumi diversi a seconda del metodo di estrazione. “Le estrazioni più delicate, come quelle a freddo, permettono di lavorare molto bene sulla parte olfattiva e fanno emergere note leggere, floreali e aromatiche, spesso più difficili da percepire con altri metodi. Allo stesso modo, anche l’estrazione a filtro caldo, penso per esempio al filtro utilizzato a colazione, è un metodo lento che valorizza soprattutto la componente aromatica del caffè: i profumi risultano più aperti, più chiari, più facili da leggere. È un tipo di estrazione che invita ad avvicinarsi al caffè in modo più consapevole, lasciando spazio al naso prima ancora che alla bocca. Metodi come moka ed espresso, invece, lavorano su una maggiore concentrazione aromatica e fanno emergere note più intense, come cioccolato, spezie e tostato. L’americano, cioè l’espresso con l’aggiunta di acqua, è molto interessante perché apre il profilo aromatico e rende più evidenti note floreali e agrumate che nell’espresso puro spesso rimangono più nascoste”. Tutte queste sfumature dimostrano quanto il dialogo tra caffè e profumi sia concreto e immediatamente riconoscibile. 

Sull’espresso, ancora, aggiunge la Coffelier: Spesso si pensa che l’espresso nasconda i profumi del caffè, ma in realtà li concentra. Basta un gesto molto semplice, come spostare leggermente la crema, per permettere ai profumi di liberarsi e diventare subito più evidenti al naso”. E infine: “È affascinante notare come, anche in espresso, singole origini diverse o miscele diverse rivelino profumi completamente differenti: alcune più floreali, altre più speziate, altre ancora più dolci o cioccolatate. Questo dimostra quanto il lavoro sull’aroma sia centrale, anche nel metodo più concentrato”.

Tra i profumi che preferisco c’è sicuramente il bergamotto, che ritrovo spesso nei caffè etiopi. Sono caffè molto eleganti, freschi, floreali. Amo anche i caffè con sentori di gelsomino, perché ricordano i fiori della pianta del caffè stessa, creando un collegamento diretto con l’origine. Un’altra nota che mi affascina molto è la fava tonka. È un sentore che si può trovare in alcune singole origini meno conosciute, ma estremamente interessanti.
(Stefania Zecchi)
quote backgroundd 01
quote backgroundd 02

L’esperienza olfattiva come nuova chiave del gusto 

Un’ultima curiosità. Oggi più che mai l’analisi olfattiva è centrale non solo nel mondo del caffè, ma in tutto ciò che riguarda l’esperienza del gusto. Il profumo diventa uno strumento di lettura, capace di amplificare e completare l’esperienza. Non è un caso che questo linguaggio stia iniziando a contaminare anche altri mondi. Un esempio? Il maestro Iginio Massari che, come emerso recentemente, è pronto a entrare nel mondo della profumeria con una propria linea di fragranze. Un progetto che nasce dalla stessa attenzione per gli aromi, le materie prime e gli equilibri che da sempre definiscono il suo lavoro in pasticceria (che ben si abbina con le miscele della collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza) e che conferma come oggi il gusto si costruisca sempre più attraverso un’esperienza sensoriale completa. 

Leggi anche

  • Trend Hunters

Beauty bar a Milano: 4 indirizzi in cui la colazione è un rituale di benessere

Dal bistrot delle nuove terme all’ex fabbrica di profumi, dalla caffetteria healthy alla torrefazione-barberia: i beauty bar da scoprire dove il rituale del caffè coinvolge il corpo e la mente.

Solo su

Trend Hunters

Condividi le tue passioni attorno a un caffè? Hai un locale? Vuoi scambiare con noi le tue idee? Contattaci e parliamone!

contact us contact us contact us contact us contact us contact us contact us contact us contact us contact us contact us