Chi l’ha detto che il caffè freddo va bevuto solo d’estate? Le ricette signature che non ti aspetti di Carmela Maresca
Il caffè freddo è molto più di una bevanda estiva: ingrediente versatile e creativo, è perfetto per reinventare ogni momento della giornata. Scopri tre ricette originali di Carmela Maresca del Luminist di Napoli che lo trasformano in un vero rituale: guarda il video.
Carmela Maresca è Head Barista del Luminist di Napoli, Coffee Expert e Trainer di Latte Art. Ha vinto il primo premio come Barista dell’Anno all’edizione Barawards 2024 e il primo posto alle finali italiane Barista Challenge Lavazza. Insieme a lei abbiamo parlato su The Blender di tutto quello che bisogna sapere per avere un caffè espresso perfetto, di Latte Art, delle bevande vegetali e come queste arricchiscono il caffè con le loro caratteristiche. Adesso è il momento di esplorare l’universo del caffè freddo: estremamente versatile e perfetto per valorizzare le sfumature aromatiche. Non solo: è un ingrediente adatto a ogni momento della giornata, come dimostrano le sue tre diverse bevande create ad hoc per noi di The Blender.
Chi l’ha detto che il caffè freddo va bevuto solo in purezza, d’estate? È tempo di cambiare prospettiva: il caffè freddo è anche un ingrediente capace di adattarsi a gusti, contesti, esigenze diverse e che si presta alla sperimentazione e alla creatività: si può mixare, shakerare, versare con cura come si fa con i cocktail. Ha una versatilità che non smette mai di stupirmi: può essere bevuto così, in purezza, e servito in una tazzina di vetro come da tradizione a Napoli, ma se aggiunto a una tonica, ad esempio, può essere un ingrediente perfetto per un aperitivo. E così via. Già nelle cucine, il caffè freddo viene usato da chef e pastry chef come ingrediente e non solo partendo dall’espresso: dal cold brew al nitro, dal drip all’espresso stesso lasciato raffreddare e lavorato con altri ingredienti, ogni metodo di estrazione del caffè freddo regala sfumature diverse e apre la porta a nuove idee, da gustare sempre.
Il cold coffee è un concentrato di possibilità e può dimostrare più di ogni altra cosa l’effettiva versatilità del caffè.
(Carmela Maresca)
Ancora, non è solo una questione di gusto, ma anche di atmosfera. Il caffè, anche da freddo, può infatti innescare rituali e rendere speciali quei piccoli spazi di tempo che ci prendiamo per noi stessi o per condividerli con gli altri. Per tutti questi motivi mi piace raccontare il caffè freddo non solo come una bevanda, ma anche come qualcosa di creativo per realizzare esperienze diverse nei vari momenti della giornata. Così ho pensato a tre ricette, per tre momenti diversi della giornata: tre rituali quotidiani, ognuno per scoprire il caffè sotto una luce nuova. Ve li racconto.
Per la colazione: Caffè leccese sbagliato, una proposta originale con il caffè freddo per la tarda mattinata
La mattina per me è un momento sacro. È l’inizio, il primo gesto, il primo aroma. E per chi ama prendersela un po’ più comoda, magari durante il weekend o una tarda colazione, ho creato un Leccese sbagliato.
Cosa serve: in un bicchiere in vetro, del ghiaccio, poi 60 ml di sciroppo di mandorla e circa 120 ml di Nitro Cold Brew (quindi un caffè freddo estratto in cold brew e poi infuso con azoto, che gli conferisce una consistenza cremosa e una schiuma simile a quella della birra stout). La miscela suggerita è caffè monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza.
Il risultato? Un caffè dolce, vellutato, dalla texture avvolgente e con una nota mandorlata che rimane a lungo. È il mio modo di rendere omaggio al classico caffè leccese, ma con un tocco in più, più cremoso, più profondo.
Per l’aperitivo analcolico: il Coffee Tonic da condividere con gli amici, in tutte le stagioni
Nel tardo pomeriggio il caffè cambia forma. Con il Coffee Tonic propongo una pausa dissetante, senza alcol, ma con tanta personalità. Un drink elegante, amaro al punto giusto, perfetto per accompagnare una chiacchiera al bancone. È sorprendente quanto bene si sposino il chinino della tonica e le note aromatiche del caffè freddo.
Per prepararlo: verso 150 ml di acqua tonica in un bicchiere pieno di ghiaccio, aggiungo 60 ml di cold brew e quindi il tocco finale: una zest di limone per sprigionare gli oli essenziali. La miscela suggerita è caffè monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza.
Mi piace raccontare il caffè freddo non solo come una bevanda, ma anche come qualcosa di creativo per realizzare esperienze diverse nei vari momenti della giornata.
(Carmela Maresca)
Per il dopocena: Big Mama*, il signature cocktail dove il caffè è protagonista
Dopo cena è il momento perfetto per un drink che sappia sorprendere e coccolare allo stesso tempo e, anche in questo momento della giornata, il caffè freddo fa la differenza. Vi presento una mia creatura, Big Mama, la mia personale interpretazione di un cocktail after dinner: un incontro tra l’intensità avvolgente del caffè freddo e una struttura morbida e vellutata che invita alla condivisione di un ricordo. La miscela suggerita è Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza.
Gli ingredienti? Si parte da un espresso come base, poi entrano in scena banana, mandorla e limone, che infondono al drink profumi delicati e un gusto originale. A dare struttura c’è un mio cordiale fatto in casa con l’agar agar (un ingrediente naturale ricavato dalle alghe, che aiuta a rendere il cocktail più denso e avvolgente, senza cambiarne il gusto, ndr) e per chiudere in bellezza, un goccio di rum bianco. La particolarità? Lo servo dalla moka direttamente nella coppetta: un gesto scenografico ma anche familiare, che riporta subito a casa. L’ho chiamato Big Mama in omaggio alla Moka, simbolo di casa, di condivisione, di tempo speso insieme. Per me rappresenta tutto ciò che il caffè riesce a fare quando entra in scena: unisce, riscalda, lascia il segno.
Guarda il video per scoprire le tre ricette con il caffè freddo di Carmela Maresca e lasciarti ispirare:
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Big Mama, un cocktail al caffè perfetto per una gara
Sono un’amante delle competizioni e il mio Big Mama è il drink che presenterei se dovessi partecipare a una competizione a tema. Una creazione signature creata ad hoc in cui il caffè è protagonista, come questa, mi permetterebbe di sentirmi a mio agio e quindi di mantenere la concentrazione. Prima di ogni gara faccio sempre tantissime prove e ripasso ogni singolo passaggio, poi, una volta con i giudici di fronte, mi piace simulare una situazione intima e famigliare, come se fossi in caffetteria. Chiamo i giudici vicino a me, faccio loro sentire il profumo del caffè e degli altri ingredienti, ricreando quel rituale che vivo ogni mattina al lavoro. Mi piace poi uscire dalla comfort zone e miscelare il caffè con altri ingredienti: con questo cocktail, Big Mama, è possibile. Ogni singolo passaggio trasforma l’emozione in adrenalina e questo mi piace, è una condizione necessaria. Il risultato poi non è così fondamentale: si impara sempre da ogni esperienza, io imparo sempre anche da me stessa. O si vince o si impara.