Quando il caffè diventa un’esperienza d’autore, indimenticabile e accessibile
Farmacia del Cambio, TorinoDal Caffè Moro a Venezia al Gucci Giardino 25 di Firenze, fino al Magna Pars e alla Farmacia del Cambio: il caffè diventa il simbolo di una nuova idea di piacere e raffinatezza, fatta di esperienze accessibili, ritualità e attenzione ai dettagli.
“Il punto fisso è sempre stato uno, al di là delle mode e dei trend dell’alta cucina: far star bene il cliente a tavola. Sembra scontato, ma non lo è. (…) Il concetto di lusso è cambiato nel corso del tempo, oggi vive di umanità e di calore, perché la cena non è solo un carosello di ottimi piatti, ma una concatenazione di momenti indimenticabili”. Così scrive Rossella Cerea, owner e general manager del ristorante tre stelle Michelin Da Vittorio a Brusaporto e della storica Pasticceria Cavour 1880 a Bergamo. Si tratta di una delle quattro prefazioni di Luxury Food (ed. FrancoAngeli), il libro della critica gastronomica Annalisa Cavaleri che racconta la recente evoluzione del concetto di lusso in ambito enogastronomico (le altre tre prefazioni del libro, per dovere di cronaca, sono affidate ad altrettanti chef pluristellati: Massimo Bottura, Norbert Niederkofler e Niko Romito).
Oggi, il lusso non coincide più con lo sfarzo o l’eccesso, ma con creatività, autenticità e legame con il territorio. È una ricerca di esperienze accessibili che fanno stare bene, semplici e indimenticabili, come il rito del caffè.
Che sia l’occasione con cui iniziare la giornata, l’ingrediente sorprendente di un cocktail o il finale di una cena d’autore, il caffè incarna pienamente questa nuova idea di esperienza di qualità, fatta di gesti quotidiani e di piccole attenzioni rivolte a chiunque. E non solo: nei luoghi che lo celebrano — dai ristoranti fine dining agli hotel fino ai caffè d’autore — il nostro rituale diventa protagonista di momenti unici, curati e alla portata di tutti, capaci di unire piacere, sorpresa e convivialità. Ecco alcuni esempi, tra colazioni d’autore, in palazzi storici, esperienze sensoriali e proposte originali in cui il caffè è protagonista.
Colazioni d’autore nei palazzi storici: gli indirizzi
Caffè Moro a Venezia
Affacciato sul Canal Grande si trova un caffè storico dove fare colazione tra i fasti di un palazzo quattrocentesco, in un contesto segreto e inaspettato. Il Caffè Moro (San Marco 2847) dimostra come il rito del caffè possa rivelarsi una scoperta verso una Venezia poco conosciuta, dove il tempo scorre lento, tra il profumo dei croissant e del caffè, circondati dal verde di un giardino. “Abbiamo pensato a un luogo dove gli ospiti possono rilassarsi e apprezzare la bellezza di Venezia, anche all’aperto, in giardino, in un contesto storico, per vivere un’esperienza completa di gusto e apprezzare al massimo la città”, ha raccontato a noi di The Blender l’head pastry chef Tim Ricci. A impreziosire la colazione, Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza, Specialty Blend con aromi di cioccolato, note di cannella e scorza d’arancia che, per l’espresso, ben si abbina al maritozzo rivisitato aromatizzato al caffè e alle tante proposte di pain au chocolat, veneziane, brioche e così via. Da non perdere il signature espresso con panna alla menta e cioccolato, anche questo preparato con Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza.
Palazzo Gucci Firenze
A Firenze, in Piazza della Signoria 37r, nel vecchio Palazzo della Mercanzia, Gucci Giardino 25 propone un raffinato connubio tra caffetteria e cocktail bar. Un luogo che riflette pienamente lo stile distintivo di Gucci e che completa l’offerta gastronomica già rappresentata dalla Gucci Osteria di Massimo Bottura. Concepito come omaggio alla tradizione fiorentina, il locale richiama l’atmosfera di un antico fioraio, rievocandone i dettagli estetici e la suggestione floreale. L’ambiente è sospeso tra l’artigianato tipico della città e l’allure di un bistrot francese. Si comincia con la colazione, tra croissant, pain au chocolat, cinnamon roll, pane e marmellata oppure proposte salate, insieme alle miscele della collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza. Si prosegue fino all’Afternoon Tea. A firmare l’offerta di miscelazione, invece, è la barlady Martina Bonci, maestra nell’arte della mixology, che ha ideato cocktail originali e ricercati, alcuni dei quali vedono proprio il caffè come protagonista assoluto.
Foto per gentile concessione di Gucci Giardino 25
A Milano il rito del caffè si trasforma in esperienza sensoriale
Nel capoluogo lombardo ci sono alcuni indirizzi inaspettati e fuori dall’ordinario che vale la pena segnalare. Negli spazi dell’ex Seminario Arcivescovile in Corso Venezia, ad esempio, dove sorge il Portrait Milano, si trova Beefbar (corso Venezia 11), steakhouse dalle linee glamour, parte di un concept nato a Montecarlo. Qui si compie un viaggio sensoriale che tocca alcuni classici dello street food e dell’alta cucina, un’esperienza gastronomica che culmina nel momento del caffè, gesto finale che rende memorabile ogni dettaglio di un’esperienza discreta e raffinata.
Al Magna Pars (via Forcella 6), invece, il caffè è anche una questione olfattiva. È un Hotel à Parfum in una vecchia fabbrica di profumi in pieno design district. Più che un hotel, è un universo polisensoriale: ristorante, lounge bar, caffetteria e giardini interni, ma soprattutto un laboratorio di profumi che accompagna ospiti e viaggiatori in un percorso tra oltre settanta note olfattive legnose, floreali, fruttate e aromatiche che riempiono ogni spazio della location. Il caffè è parte di un’esperienza che abbraccia tutti i sensi. Si può sorseggiare nel giardino aromatico interno, sul roof-deck o al bar, dove gustare la miscela La Reserva de ¡Tierra! Humeco Bio-organic, blend di Arabica e Robusta che deriva da coltivazioni biologiche, il cui profumo si mescola con quello delle essenze (anche al caffè) della Biblioteca Olfattiva del Perfume Laboratory LabSolue. Una pausa consigliatissima.
Un’esperienza stellata tra arte, gusto e caffè: Enrico Bartolini al Mudec
C’è poi un indirizzo che unisce alta cucina e arte contemporanea in un connubio unico: Enrico Bartolini al Mudec (via Tortona 56), l’unico ristorante tre stelle Michelin di Milano. Situato al terzo piano del Mudec, il Museo delle Culture, il ristorante di chef Bartolini è un vero e proprio laboratorio di gusto e creatività, dove la ricerca culinaria incontra l’eleganza del contesto museale. Un’esperienza unica nel suo genere, in cui il rituale del caffè assume una dimensione artistica, poiché si gusta ammirando opere di artisti contemporanei, in linea con lo spirito del luogo in cui ci troviamo: uno dei più noti musei della città. Un indirizzo che rappresenta il vertice dell’alta cucina, ma capace di mantenere un’anima accogliente: un’esperienza d’autore alla portata di chi cerca un momento speciale, autentico e memorabile.
A Torino, tra gli spazi del Ristorante del Cambio e Farmacia del Cambio
Ultima tappa, Torino. Il Ristorante Del Cambio è da oltre due secoli un simbolo di eleganza. Fondato nel 1757, ha ospitato personalità storiche e continua a essere oggi uno dei luoghi simbolo di eccellenza. Qui si sono svolti gli appuntamenti Open Doors, per scoprire da vicino le sale storiche del ristorante, un vero patrimonio culturale che unisce arte, storia e alta cucina in un’esperienza immersiva. All’interno di questo universo, anche la Farmacia Del Cambio, autentica “boutique e laboratorio del gusto” negli spazi dell’antica farmacia di Piazza Carignano, rende un’esperienza memorabile in cui il caffè al centro della scena. Un esempio è una delle più recenti proposte in menù, ovvero un dolce che riproduce il gianduiotto con la Mole Antonelliana, firmato dalla pastry chef Giorgia Mazzuferi, con il suo inserto di gel e cremoso al caffè specialty Cocoa Reloaded di 1895 Coffee Designers by Lavazza, perfetto in abbinamento agli Specialty Coffee della collezione di 1895 serviti in diverse estrazioni. Una proposta che dimostra come il caffè possa diventare simbolo di cura, autenticità e valore: in altre parole, un piccolo momento di piacere, accessibile e condiviso.
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